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  DISPENSE TECNICHE
 
  CASI DI APPLICAZIONE
 
  VENTILAZIONE DI PARCHEGGI I
 
 
       
 
  1. Obiettivo
  2. Caratteristiche del CO
  3. Considerazioni sull'evacuazione di fumi in caso di incendio
  4. Normativa
 
 
 
 
  1. Obiettivo
 
 
 

Il sistema di ventilazione di un parcheggio ha come obiettivo, in primo luogo, quello di garantire che non si accumuli monossido di carbonio in concentrazioni pericolose in nessun punto del parcheggio.

In secondo luogo, e nel rispetto della normativa NBE-CPI 96, garantire l'evacuazione di fumi che possono sorgere in caso di incendio.

Inoltre, con la ventilazione si manterranno a livelli minimi il resto degli agenti inquinanti emessi dalle automobili.

In questa scheda tecnica vengono inclusi solo i criteri da prendere in considerazione quando bisogna realizzare una ventilazione forzata dei parcheggi, ed è anche possibile realizzare una ventilazione naturale se il parcheggio si trova al di sopra del livello del suolo ed è dotato di facciate accessibili direttamente all'esterno.

 
 
 
 
  2. Caratteristiche del CO
 
 
 

Senza alcun dubbio il CO - monossido di carbonio - è il gas più pericoloso tra quelli emessi da un'automobile, ed è quello che richiede la maggiore diluizione per non essere dannoso per le persone.

Il CO è un gas impercettibile, inodore e insapore, il cui effetto sulle persone, aspirato in quantità notevoli, è la progressiva riduzione della capacità di trasporto dell'ossigeno da parte del sangue, e in casi estremi può addirittura causare la morte. Tuttavia, gli effetti dell'intossicazione sono totalmente reversibili e non lasciano sequele, e la breve esposizione a concentrazioni elevate di CO non presenta alcun rischio ed è tollerabile.


Fig. 1. Gas prodotti da un tubo di scappamento


È ammissibile che per permanenze inferiori a un'ora la concentrazione di CO possa raggiungere 125 ppm (143 mg/m³), mentre per una permanenza pari a una giornata lavorativa di otto ore il livello massimo consentito è di 50 ppm (57 mg/m³).

La densità del CO è di 0,968, per cui si accumulerà normalmente nelle parti alte del parcheggio.

 
 
 
 
  3. Considerazioni sull'evacuazione di fumi in caso di incendio
 
 
 

L'estrazione di fumo in caso di incendio di alcuni dei veicoli all'interno di un parcheggio ha come obiettivo quello di evitare che gli utenti che si trovano all'interno del parcheggio respirino i fumi tossici generati e perdano la visibilità necessaria per raggiungere le vie di fuga.

A causa della temperatura, i fumi si accumulano nella parte alta del locale e si dovrebbero poter evacuare prima che raggiungano delle quantità più grandi, il che renderebbe inoltre difficile il lavoro dei servizi di estinzione, oppure si raffreddino eccessivamente e vadano ad occupare gli strati inferiori.

 
 
 
 
  4. Normativa
 
 
 

Il Regolamento Elettrotecnico sulla Bassa Tensione, nella sua istruzione MIE BT027 Capitolo 9 degli Impianti in Stazioni di Servizio, Garages e Officine di Riparazione Veicoli, e nella sua pagina di interpretazione n. 12 A, 15-1-77, si occupa della Ventilazione Forzata indicando che per i parcheggi sotterranei la ventilazione sarà sufficiente quando viene garantito un ricambio minimo di aria di 15 m³/h per metro quadrato di superficie.

Inoltre, il flusso di ventilazione per piano verrà distribuito, come minimo, tra due dispositivi o prese di ventilazione indipendenti. Quando il locale è pubblico e di più di 1000 m² dovrà esistere una fornitura complementare per i ventilatori ed è obbligatorio disporre di rilevatori di CO per l'azionamento automatico del sistema di ventilazione.

Dal momento che la sua istruzione MIE BT 027 è in fase di revisione a causa delle sue divergenze con la relativa 026, e di fronte ai possibili ritardi nella sua pubblicazione, sono comparsi dei regolamenti regionali che completano o interpretano alcuni dei suoi aspetti per agevolare il suo adempimento.




Fig. 2. Estrattori per evacuazione di fumo in caso di incendio

Esistono diverse varianti in base alla regione in cui ci si trova, e non è possibile includere in questa scheda tecnica tutte le normative, per cui consigliamo di fare riferimento alla normativa particolare di ogni zona.

Se volessimo effettuare un riepilogo globale delle stesse, la portata minima viene fissata dal valore più elevato che si ottiene applicando 15 m³/h·m² di superficie, oppure 6 ricambi/ora (7 nella Comunidad de Madrid), e in tutti i casi bisogna mantenere come minimo i due sistemi di ventilazione (generalmente mandata ed estrazione, o due sistemi di estrazione).

Come normativa da rispettare obbligatoriamente troviamo anche, dall'anno 97, la Norma di Base di Costruzione, Condizioni di Protezione Antincendio NBE-CPI-96, che nel suo Capitolo 4, Articolo 18 Impianti e Servizi generali dell'edificio, e nel suo ambito di applicazione G.18 Uso Garage o Parcheggio indica che i garage avranno a disposizione ventilazione naturale o forzata per l'evacuazione di fumi in caso di incendio.

La ventilazione forzata dovrà soddisfare le seguenti condizioni:

  1. Essere in grado di realizzare 6 ricambi/ora, ed essere attivata mediante rilevatori automatici.
  2. Disporre di interruttori indipendenti per ogni piano che consentano l'avviamento dei ventilatori.
  3. Garantire il funzionamento di tutti i suoi componenti per 90 minuti, a una temperatura di 400ºC.
  4. Disporre di alimentazione elettrica dal quadro principale.

Sia nella ventilazione naturale che in quella forzata, nessun punto si troverà a più di 25 m di distanza da un vano o punto di estrazione dei fumi.

Infine, esiste la norma UNE 100-166-92 VENTILAZIONE DI PARCHEGGI che, pur non essendo obbligatoria, stabilisce dei criteri aggiuntivi utili per progettare correttamente l'impianto: Verranno collocate delle griglie di estrazione per ogni 100 m² e a non più di 10 m l'una dall'altra. La velocità dell'aria nei condotti non supererà i 10 m/s e il livello di pressione sonora nel parcheggio non potrà superare i 55 dB(A).

L'aria estratta verrà scaricata in un luogo distante per lo meno 10 m da qualsiasi finestra o presa d'aria, con scarico preferibilmente verticale, e se il condotto sbocca in un luogo di accesso al pubblico, la bocca di uscita si troverà a un'altezza di 2,5 m sul suolo, come minimo.

 
 
 
 
 
 
 
 
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